ABRUZZO SENZA BARRIERE: LA STORIA DI HENRY CHE HA SCALATO IL MONTE VELINO CON LA JOËLETTE

10 Feb
2017
Raggiungere la vetta Raggiungere la vetta

Henry con il sorriso sulle labbra dice “Sì sono pronto”. Disabile dalla nascita, Henry è originario di Canistro in provincia dell’Aquila ma vive ad Avignone; con la sua famiglia è tornato nel 2012 nel paese natio per coronare il suo sogno: scalare il Monte Velino, una delle cime più alte dell’Appennino abruzzese grazie all'aiuto di volontari e di una speciale carrozzina per disabili,la Joëlette, che permette  di percorrere anche i sentieri più impervi.

La storia di Henry. “Ci vuole solo buona volontà” dice il presidente di Federtrek “con l’aiuto di quattro amici qualsiasi escursione può essere condivisa con una persona disabile”.
La montagna è di tutti: per questo motivo la Federtreck e l’associazione Ethnobrain Marsica danno vita ad iniziative solidali verso le persone disabili con l’aiuto del Parco Velino-Sirente che promuove il turismo solidale.
Per compiere un’escursione come quella che ha condotto Henry sulla vetta del Monte Velino ci vogliono circa due giorni: la squadra di volontari è partita dalla Chiesa di Santa Maria in Valle Polcraneta a Rosciolo, perla dell’architettura sacra abruzzese, e ha raggiunto la vetta a 2486 m. I volontari sono stati divisi in squadre  composte da cinque persone che si davano il cambio ogni quarto d’ora.
L’esperienza di Henry ha testimoniato per la prima volta in Italia che un percorso così impervio può essere attraversato da persone disabili: Henry non si è mai perso d’animo neanche nei momenti più difficili, anzi ha avuto una parola di incoraggiamento per tutta la squadra.
La notte è stata trascorsa nei pressi del Rifugio Capanna di Sevice a 2200 m: i volontari hanno montato un campo con quindici tende nelle quali trovare ristoro. Alle prime luci dell’alba la squadra ha ripreso l’ultima parte del cammino: la parte più dura e faticosa. Ha vinto l’unione delle braccia e del cuore. Quando si raggiunge una vetta il sentimento di soddisfazione invade lo scalatore che osserva il panorama di fronte a sé: anche Henry si è emozionato e ha ringraziato tutti coloro che gli hanno permesso di coronare il suo sogno.
L’esperienza di Henry è un esempio di turismo sostenibile: un turismo che mira al soddisfacimento dei bisogni di tutti i turisti, soprattutto di quelli con disabilità, nel pieno rispetto dell’ambiente. L’Abruzzo è considerato il “il polmone d’Europa”: è la regione dei parchi, ricca di bellezze naturali e paesaggistiche. L’Abruzzo è anche  il territorio dove il paesaggio montano si fonde con quello costiero: dall’Appenino al mare Adriatico, il turista può scegliere la destinazione più adatta ai propri bisogni ed essere assorbito nella cultura del territorio.

Rilanciamo l’Abruzzo con il turismo sostenibile. L’identificazione di strategie di promozione turistica efficienti ed efficaci richiede conoscenza, tempo e necessità di persone qualificate che conoscano il territorio e le sue risorse: la Regione Abruzzo sta redigendo il nuovo piano triennale del turismo proprio con l’obiettivo di incrementare le presenze e accrescere il legame che i turisti hanno con il territorio sulla base di proposte esperienziali.
Rispondere ai bisogni di pers
one con disabilità è difficile in quanto la filiera turistica, dall'albergatore alla guida montana dovrebbe dotarsi di mezzi necessari al loro soggiorno e al loro trasporto: secondo l’ultimo censimento delle strutture ricettive elaborato dalla DMC Marsica (AQ), Destination Management Company, il numero di posti letto nel solo territorio marsicano è esiguo e non pronto all'accoglienza delle persone disabili e dei loro accompagnatori.
Il caso di Henry è un caso di solidarietà e cooperazione, reso possibile grazie all'acquisto di una Joëlette da parte delle associazioni sul territorio: una sola carrozzina, però, non è sufficiente per rispondere alla domanda turistica.

La montagna è per tutti: questo è l’auspicio dei volontari sul territorio che sono disponibili a collaborare in squadre per permettere a tutti di conoscere l’ambiente montano appenninico. Anche le istituzioni e le organizzazioni devono mobilitarsi perché la solo forza di volontà delle persone che mettono a disposizione le loro braccia non basta. Serve una sensibilizzazione sul tema,e soprattutto, servono le risorse economiche per dotarsi degli strumenti necessari all'accoglienza di tutti.

 



 

Simona Di Berardino

Laureata in Organizzazione e marketing per la comunicazione d'impresa con una tesi sulla promozione turistica e culturale della Marsica (Aq)

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