Turismo accessibile: porte aperte ai sogni

05 Dic
2016
 

Quando viaggio mi perdo nel vociare di un suk animato e nel silenzio ovattato in fondo all’oceano. Ammiro i colori vividi di un giardino tropicale e quelli attenuati di una notte nel deserto rischiarato dalla luna. il viaggio per me sono le sensazioni che si incollano nella mente o rimangono sulla pelle come fa il sale marino alla sera. Sperimento, sento e racconto (sul blog inVisibili del Corriere della Sera) emozioni... comodamente seduto su una sedia a rotelle. emozioni a volte soffocate da ostacoli e impedimenti.

Quanti sono i viaggiatori con disabilità? Secondo alcune stime in europa si parla di circa 60 milioni (i numeri variano a seconda dei Paesi a causa dei differenti metodi di catalogazione), la metà dei quali potenziali turisti. ognuno di loro solitamente si muove con un accompagnatore o con la famiglia, così da far lievitare il dato fino a 100 milioni, per un indotto stimato di circa 166 miliardi di euro annui. Secondo i dati dell’istituto Doxa (luglio 2015), il mercato del turismo accessibile italiano coinvolge, oggi, 10 milioni di persone, quasi il 16,4 per cento delle famiglie in italia. un dato “allargato” che comprende chiunque abbia particolari esigenze in vacanza, dagli ammalati cronici agli anziani: il giro d’affari, secondo le stime, è di 27,8 miliardi di euro.


Ma, sempre secondo la ricerca, generalmente le richieste di questi turisti rimangono in gran parte inevase. una situazione a cui il Ministero della cultura e del turismo (Mibact) sta cercando di porre rimedio attraverso la commissione per la promozione e il sostegno al turismo accessibile, di cui è presidente Flavia Coccia. “Stiamo lavorando sulla nuova classificazione delle strutture alberghiere”, spiega la presidente. “Ogni albergo per poter accedere alla classificazione da 1 a 5 stelle dovrà rispondere a 10 domande riguardanti i servizi alle persone con disabilità: gli obblighi di legge diamo per scontato che siano stati assolti”. Un’azione culturale che comprende la formazione del personale e la presa di coscienza di problematiche specifiche. “Inoltre la commissione sta stilando alcune linee guida sul turismo accessibile da inserire nel piano strategico che il Mibact dovrebbe pubblicare a luglio”. Troppo spesso gli operatori del settore si limitano a pensare al turismo accessibile come all’abbattimento delle barriere architettoniche. Un concetto
superato dalla progettazione universale, che segue i principi dell’universal design, definiti nel 1997 dal Centro ricerche della University of North Carolina e privilegia la fruibilità indipendentemente dalle capacità sensoriali e motorie.

“Combatto contro i deprimenti bagni ospedalieri delle strutture turistiche e contro le camere ubicate al pianoterra con vista parcheggio, perché ritengo di avere diritto al bello e alla qualità come tutti”, ribadisce con forza Roberto Vitali, presidente di Villageforall, creatore del Marchio qualità internazionale ospitalità accessibile, con oltre 500 strutture censite. “Parlo di accessibilità trasparente, un design rispettoso delle esigenze delle persone, dei luoghi e della loro storia e, non ultimo, del contesto. Non ci servono ghetti, ma ospitalità per tutti”.

 

La difficoltà è anche data dal fatto che ogni caso è differente, come spiega Sofia Riccaboni, coordinatrice del sito Viaggiare Disabili: “Nell’immaginario comune c’è la persona in sedia a rotelle, ma disabili sono, per esempio, anche i turisti che non vedono o che non sentono. Per questo parlando di hotel forniamo sempre indicazioni sulla presenza di mappe tattili e in braille, avvisi luminosi, guide in lingua italiana dei segni. ognuno ha le proprie esigenze: diventa quindi indispensabile fornire al viaggiatore schede verificate che contengano tutte le informazioni di cui ha bisogno”. una trasparenza che premia: “di anno in anno aumentiamo il nostro database. Fino a oggi abbiamo verificato 200 strutture in italia, cento in Repubblica Ceca e dieci in Slovenia. dove vogliono andare i nostri utenti? Al mare, la Puglia è gettonatissima, mentre la Basilicata è una meta sempre più di tendenza”.

Un cambiamento culturale che non cade dall’alto, ma vede anche le realtà del territorio interessate ad accaparrarsi una fetta di questo settore. Lo dimostra l’Access City Award 2016, premio dell’unione europea per le città che hanno migliorato la loro accessibilità, assegnato a Milano l’8 dicembre 2015. La motivazione: “Per i suoi eccellenti e coerenti sforzi sull’accessibilità e per l’impegno in progetti che promuovono l’occupazione delle persone disabili e a sostegno di una vita indipendente”. Nel capoluogo lombardo l’expo ha lasciato in eredità 115 linee di trasporti accessibili, 24 taxi con pedana e dieci itinerari turistici (expofacile.it) studiati per le persone con ridotta mobilità. Soluzioni su misura Rendere una città accogliente non è un’impresa titanica, anzi porta nuove presenze. In sei mesi Milano ha accolto oltre 35 mila visitatori con disabilità. “Usciamo dagli schemi mentali che ci spingono a essere esterofili”, commenta Luigi Passetto, fondatore di Lptour, agenzia che si occupa di turismo accessibile. e puntualizza: “l’Italia non è il fanalino di coda nel mondo. le iniziative in realtà non mancano: a volte quella che latita è la comunicazione. Un esempio? da poco un nostro partner ha lanciato un servizio di noleggio di ausili per le vacanze, con consegna in tutta italia: a cominciare dalle sedie da mare progettate per entrare in acqua (le job) o per spostarsi agevolmente sulle strade non pavimentate”.

C’è chi guarda anche alle disabilità intellettive e relazionali, come Planet Viaggi Responsabili, che opera nel settore dal 2012: “una delle emozioni più forti che ho vissuto”, racconta Anna Corradini, responsabile della sezione turismo accessibile, “è quando siamo riusciti a organizzare un weekend per un gruppo di disabili intellettivi sardi: stavano seguendo un corso di avvicinamento all’agricoltura. li abbiamo portati in veneto a partecipare alla raccolta dell’uva e delle mele. È stata davvero una festa”. Si allargano gli orizzonti. Si moltiplicano le proposte. “Il viaggio deve essere sempre tagliato sulle esigenze specifiche del viaggiatore”, prosegue Corradini. Svago, ma non soltanto. “Si cerca di far vivere anche esperienze di un certo spessore culturale. Noi proponiamo per esempio un tour sui sentieri della grande guerra, oppure una visita per non vedenti al Museo Tiflológico di Madrid. un lavoro, il nostro, che dà grandi soddisfazioni”.

 

 

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Simone Fanti

Simone Fanti è giornalista professionista dal 2000 e in questi16 anni ha scritto per le principali testate italiane: da Panorama al Mondo economico (in cui è stato caposervizio per 6 anni), dal Corriere della sera a Gazzetta.it (come collaboratore e redattore). Attualmente lavora per il settimanale Io donna, allegato del Corriere della sera, e per il sito iodonna.it di cui cura anche la presenza sui social. Dal 2012 scrive per il blog multiautore InVisibili presente sul sito corriere.it su cui si occupa di temi legati al mondo della disabilità. Dal 2001, a causa di un incidente, è su una sedia a rotelle, condizione che non gli ha però precluso la capacità di vivere una vita intensa. Per ulteriori informazioni https://www.linkedin.com/in/fantisimone contatti social Twitter @simfanti Instagram Sfanti75

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