Cultura Libera Tutti

22 Ott
2015
Peter Kiss - "In Search of the Perfect Taco" Peter Kiss - "In Search of the Perfect Taco"

Fu nel 2009 con il Progetto "Ingresso Libero" che, in collaborazione con il Servizio Studenti Disabili dell’Università di Bologna e l’USSI-Disabili adulti dell’Azienda USL della Città di Bologna, la Cooperativa Accaparlante cominciò per la prima volta a unire il concetto di accessibilità a quello di "fruibilità", intendendo con quest’ultima forme d’accoglienza di tipo relazionale indipendenti da limiti strutturali e barriere architettoniche. Così, fin dal principio, la fruibilità fu inserita dal team di Ingresso Libero, formato allora da studenti, educatori e professionisti con e senza disabilità, tra gli indicatori di qualità più importanti capaci di garantire, ai giovani disabili soprattutto, un accesso sicuro e piacevole al tessuto urbano e universitario,
dai locali ai negozi fino ai centri sociali. Le informazioni, poi raccolte in un database tuttora consultabile sul sito www.ingressolibero.info, sono state corredate da commenti e suggerimenti frutto dei continui sopralluoghi sul campo effettuati dal gruppo e dagli utenti.

Negli ultimi anni la ricerca di Accaparlante è proseguita, estendendosi anche agli spazi normalmente deputati alla cultura. Ecco allora che musei e teatri in particolare sono stati nuovamente invasi dagli educatori e dagli animatori con disabilità della Cooperativa, che, pur riscontrando qua e là qualche ostacolo fisico, si sono subito posti in relazione e confronto con tutte quelle barriere relazionali che spesso si frappongono tra noi, e in questo noi ci sono anche le persone con disabilità, e l’opera d’arte stessa, aggiungendo questa volta all’impresa un elemento in più: l’incontro con l’ignoto, il limite e una buona dose di bellezza. Infatti, a mano a mano che la nostra presenza si è fatta strada tra quei luoghi inesplorati, che ora possiamo definire a tutti gli effetti "di casa", quegli stessi luoghi e le loro ricchezze hanno inevitabilmente finito per contaminarci, in visione come in azione, fino a condurci a colloquio con le nostre più profonde intimità.
Un’opera, sia essa un quadro, un vaso o uno spettacolo, non è mai questione neutra, così come non lo sono le persone che ne fruiscono. Essa si colloca in un luogo preciso, come un teatro e un museo che sono fatti in un certo modo, in cui si respira una certa aria, in cui veniamo accolti con delle costanti, e spesso si rivolge, anche se quasi mai questo è nell’intenzione di chi l’opera la pensa e realizza, cioè dell’artista, a un pubblico nella maggior parte dei casi del settore. Se poi guardiamo al mondo dell’arte e del teatro contemporaneo, ci accorgeremo che il pubblico che fa esperienza dell’opera è spesso composto dalle stesse persone che quell’opera la promuovono, finanziano e comunicano. Un pensiero e una consapevolezza diffusi tra gli addetti ai lavori che hanno aperto discussioni e nuovi contesti di riflessione in cui, quasi per caso, è nato l’incontro di Accaparlante
con l’Istituzione Bologna Musei, inizialmente il Museo d’Arte Moderna MAMbo e successivamente il Museo Civico Archeologico, mentre, contemporaneamente, su un altro piano, iniziava l’avventura con il Teatro ITC di San Lazzaro.

Quella di "Cultura Libera Tutti" è un’esperienza d’incontro, e nel contempo un percorso e una proposta progettuale, che potrebbe essere racchiusa in tre parole chiave: impatto, immagine e corpo.
Tutto ebbe inizio quando il Dipartimento Educativo del MAMbo, diretto da Veronica Ceruti, ci chiamò per coinvolgerci in una visita guidata all’interno del museo, una visita quindi pensata per persone con disabilità. Noi abbiamo risposto subito positivamente con l’idea però di dare qualcosa in cambio, con lo scopo di partecipare all’incontro con l’arte con la persona con disabilità. "Che cosa vuol dire?", si sono chiesti al MAMbo e "Come fare?", ci siamo chiesti noi. Prima di tutto lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle attraverso una fase di conoscenza reciproca dove i due gruppi, quello numerosissimo del MAMbo di operatori, tirocinanti, tecnici e il nostro di educatori e animatori con disabilità hanno visto e testato personalmente le reciproche attività laboratoriali normalmente proposte nelle classi. Da lì sono stati rintracciati dei punti comuni che hanno contribuito a creare un laboratorio condiviso, un progetto europeo, "Postmarks" e "Insieme ad Arte", una proposta rivolta alle scuole articolata in due step: una giornata prevalentemente condotta dal museo di visita alla collezione permanente con la nostra partecipazione attiva e una giornata in classe prevalentemente condotta da noi sulle consuete attività del Progetto Calamaio. Al centro, filo rosso del dialogo, una semplice rivelazione, o forse, un semplice dato di realtà: mettersi in relazione con un’opera d’arte contemporanea è come mettersi in relazione con una persona, un corpo vivo e sentimentale che sarà sempre diverso e altro da noi, perché non l’abbiamo mai visto, perché non lo conosciamo, perché ha delle caratteristiche precise e non conformi che a un primo impatto ci possono allontanare. Parlare di disabilità diviene allora il punto di partenza per parlare di diversità nel senso più ampio del termine e, al contempo, portare l’arte agli estremi delle sue inclinazioni.
Non distante successivamente l’aggancio con il Museo Civico Archeologico, con cui abbiamo elaborato un percorso simile, ridotto in una giornata, a partire dalla visione e dal racconto intorno ad alcuni vasi greci contenuti nella Stanza delle Antichità del Museo, vasi rappresentanti donne, barbari e schiavi, i simboli del "diverso" dell’Atene del VI sec. a.C. Partire dalle loro storie e dai loro ruoli ci ha permesso di lavorare con i bambini nel presente, in particolare sull’immagine sociale della persona con disabilità.
Nel frattempo con il Teatro ITC di San Lazzaro il lavoro si è indirizzato per lo più sul piano corporeo, con l’inserimento della persona disabile all’interno di giochi e attività legati all’improvvisazione che hanno così determinato un nostro spostamento in direzione del movimento e del contatto, grazie a una messa in relazione fisica ed empatica con l’azione dell’altro. Da qui la possibilità di farci coro, un coro di voci uniche e capaci di nuovi inserimenti, imprevisti e contaminazioni. Tra gli effetti dell’esperimento un inaspettato senso di comunità, che ha regalato a tanti momenti sia d’ascolto che di protagonismo, frutto anche di un precedente gioco di sguardi quando, da spettatori, abbiamo detto la nostra sul blog "La Quinta Parete" (http://laquintaparete.accaparlante.it), attraverso esercizi di scrittura creativa nati dalla visione degli spettacoli ospitati dal teatro e coadiuvati dall’incontro con artisti e critici teatrali. "Ciascuno di noi scrive perché qualcun altro possa scrivere dopo" era il nostro motto.

Cos’è accaduto alla fine dei singoli percorsi? I soggetti hanno avuto la possibilità di confrontarsi intorno a un tavolo con la partecipazione di Federica Zanetti, docente di Didattica e pedagogia speciale presso l’Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, e hanno deciso di sperimentare insieme e in prima persona un percorso di formazione di rete, che avesse al centro il rapporto tra arti e diversità da indirizzare a studenti, università, docenti e operatori culturali proprio sulla base delle affinità emerse nelle esperienze citate, di cui Accaparlante è stata tramite e capofila.
Questa la nascita della rete alla guida del progetto “Cultura Libera Tutti”, che da allora ha promosso sul territorio un corso di formazione articolato in quattro moduli, rivolto a insegnanti, educatori e mediatori culturali inseriti anche nell’offerta universitaria della Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna come "Laboratorio di formazione professionale dell’educatore sociale e culturale". Parallelamente la rete ha offerto un percorso sperimentale
per tutte le Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado.
Tra gli obiettivi del progetto vi era quello di offrire alle diverse professionalità occupate nell’ambito dell’insegnamento, dell’educazione e della cultura specifici strumenti di formazione, al fine di potenziare il ruolo degli istituti culturali quali promotori di inclusione, favorendo dunque il dialogo, anche nel mondo dei più giovani, e promuovendo così la diversità non come limite ma come risorsa e strumento per la cooperazione sociale.

IL MANIFESTO DELLA RETE "CULTURA LIBERA TUTTI"
L’accessibilità culturale per noi implica la possibilità di favorire un approccio alla cultura libero da quelle barriere architettoniche, fisiche, relazionali o legate alle competenze che rischiano di emarginare soggetti che, per caratteristiche personali (disabilità, limitata conoscenza della lingua, fragilità sociale, anzianità, ecc.), faticano ad approcciarsi con le realtà culturali del territorio e rischiano di essere fortemente esclusi dal godimento di occasioni di creatività, bellezza e conoscenza.
Realizzare l’accessibilità culturale vuol dire, quindi, diventare, attraverso la sperimentazione e la frequentazione dei linguaggi dell’arte e della cultura in generale, spettatori e cittadini partecipi del nostro tempo. Secondo questa logica è nata la rete “Cultura Libera Tutti”, una rete di lavoro reale e non solo nominale, perché basata sulla condivisione di un lavoro comune che ha permesso a tutti i soggetti coinvolti di allargare i singoli orizzonti lavorativi. La positiva collaborazione che la Cooperativa Accaparlante ha messo in atto attraverso percorsi specifici con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Civico Archeologico e ITC Teatro – Compagnia Teatro dell’Argine ha fatto emergere la volontà di compiere un’azione
più ampia e trasversale, che si è tradotta nella possibilità di costruire una rete significativa di realtà diverse ma impegnate culturalmente sul territorio e nella realizzazione sperimentale di un percorso formativo che ha come tema centrale l’accessibilità culturale.
Formarsi rispetto a questo tema significa per noi prima di tutto rivoluzionare realmente l’approccio alla diversità, acquisendo strumenti e metodologie, personali e professionali, che consentano di abbattere barriere e difficoltà, attivando relazioni e sinergie ricche di significato.
Prima ancora degli aspetti tecnici l’ostacolo vero alla rimozione delle barriere fisiche, materiali e psicologiche è proprio la non conoscenza, la difficoltà di identificare nell’altro aspetti simili ai nostri, il riconoscimento che la diversità non è solo un elemento costitutivo dell’esperienza umana ma anche una fonte di apprendimento reciproco per una migliore qualità del vivere insieme.
Accessibilità culturale come superamento di quegli ostacoli che, troppo spesso, rendono inaccessibili le relazioni. Accessibilità culturale che mette al centro il patrimonio culturale come luogo privilegiato di incontro con l’altro.
Accessibilità culturale come valorizzazione della diversità, vista non più come limite ma come risorsa, non come ostacolo ma come opportunità, non come perdita ma come ricchezza.

Sottoscrivono il seguente Manifesto:
Cooperativa Accaparlante/Centro Documentazione Handicap
Istituzione Bologna Musei
ITC Teatro dell’Argine – Compagnia Teatro dell’Argine
USSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni
di Bologna – Ministero della Giustizia)
Associazione Fe.Bo. Archeologica
Senza Titolo Associazione Culturale
Pubblico. Il Teatro di Casalecchio di Reno
Associazione Tecnoscienza 
Associazione AIPI

Sono caporedattrice della rivista "HP-Accaparlante" del Centro Documentazione Handicap di Bologna. La rivista nel 2013 ha compiuto 30 anni di vita.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.