TURISMO ACCESSIBILE, quando è un servizio ad essere inclusivo

12 Feb
2016
La città di Venezia, tra le più accessibili. La città di Venezia, tra le più accessibili.

Nel 2001 l’OMS promuove un nuovo strumento di classificazione in materia di disabilità e integrazione sociale: l’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute), che trasla il concetto di disabilità dal campo soggettivo ad uno relativo piuttosto al rapporto tra soggetto e contesto multidimensionale (sociale, familiare, lavorativo). Questo spostamento, come esplicitato nelle “Linee guida per il superamento della barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale” emesse dal MiBACT1, conferisce una maggiore importanza al contesto ambientale. È proprio per questo motivo che è necessario porsi criticamente nel pensare al progetto di riqualificazione, di aggiornamento, di miglioramento non solo in termini architettonici e urbani - dello spazio - ma anche dei servizi. Oltre a ciò, la “Dichiarazione ONU sui diritti delle persone con disabilità” intende per “progettazione universale” “la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. La “progettazione universale” non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari.”2

Tale dichiarazione impegna tutti gli Stati firmatari ad “intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo di beni, servizi, apparecchiature e attrezzature progettati universalmente”, A promuovere la disponibilità e l’uso di nuove tecnologie, così come forme di assistenza, e attrezzature.3

E il settore del turismo è in primis deputato alla fornitura di un servizio. L’accessibilità in quanto esigenza trasversale, investe anche l’ambito del turismo, in tutte le sue forme. L’Enea ha stimato essere all’incirca 31 milioni il numero di persone che effettuano almeno un viaggio durante l’anno. Tra di questi, il 2,9% è costituito da persone con esigenze speciali4. L’indagine “Osservatorio Vacanze Italiani” condotta da Doxa Europcar nel 2015, ha stimato che quasi 10 milioni di persone in Italia riscontrano problemi di accessibilità. Di fatto sono molti i tipi di esigenze speciali e le persone interessate (famiglie con bambini, anziani…), viene stimato ad 11,7 miliardi di euro l’impatto sul PIL di questa frangia di mercato5. La necessità di garantire l’accessibilità turistica trasparente ad un’utenza allargata si è fatta nel tempo sempre più importante con dei risvolti anche nel campo della ricerca e dei progetti per l’accessibilità. Un esempio di questo è il progetto CARE, (Accessible Cities of European Regions), che prende avvio nel 2004 nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria Interreg III CADSES, e l’ENAT (European Network for Accessible Tourism), associazione no profit per la promozione del turismo accessibile, nata nel 2006.

Nell’intento di dare illustrare la declinazione di un tema importantissimo nell’ambito turistico, soprattutto a Venezia, abbiamo cercato gli interlocutori su questo tema: in risposta alle esigenze di trasparenza e qualità dell’ospitalità, nel 2008 nasce il progetto Village for all – V4A®, che mira a conferire un Marchio di Qualità Internazionale per l’Ospitalità Accessibile. 

Nel 2013 prende poi avvio a Venezia un’iniziativa che propone di rendere accessibile ad un’utenza allargata anche un servizio, l’esperienza veneziana per eccellenza: un giro in gondola. Abbiamo intervistato Roberto Vitali, presidente di Village for all – V4A®, e componente della Commissione per la Promozione  e lo Sviluppo del Turismo Accessibile presso il Ministero del Turismo, A lui abbiamo posto delle domande che riguardano la sua attività, per capire quale sia lo stato attuale dell’accessibilità nell’ambito turistico, quali siano le problematiche ancora irrisolte.

Accessibilità nell’offerta turistica: come si declina?

Quando si pensa al turismo accessibile viene subito in mente tutto ciò che rappresenta una barriera architettonica per persone con limitata capacità motoria. Purtroppo pensare che l’accessibilità sia una esigenza solo per persone con disabilità motoria, è il risultato di un retaggio culturale che ci portiamo dietro da anni. L’accessibilità è espressa con il logo dell’omino in carrozzina, ma è impossibile riassumere tutta una serie complessa di esigenze con un unico simbolo. Proprio per questo il nostro metodo di lavoro è basato sulle informazioni che consentono alle persone (con disabilità – tutte - o bisogni specifici) di poter fare una scelta basata sulle proprie esigenze. Significa dare alle persone la possibilità di scegliere, restituendo loro il ruolo di consumatori consapevoli. Smettendo di offrire “il rispetto della norma sulle barriere architettoniche”, ci concentriamo sulla effettiva qualità del servizio turistico di ciò che viene offerto.

Come nasce la necessità di una certificazione sull’accessibilità turistica?

L’idea del progetto è nata dopo l’esperienza nel 2005 con Franco Vitali (proprietario Holiday Village Florenz), che mi contattò  come professionista del Turismo Accessibile per risolvere una serie di problematiche connesse con l’accessibilità nel suo villaggio. È stata pianificata una serie di interventi come l’eliminazione pendenze eccessive, la dotazione di carrozzina da spiaggia e l’inserimento di passerelle amovibili, la progettazione di una casa mobile accessibile ma con un aspetto formale che si discostasse dai canoni del design specificatamente orientato alla disabilità, con un’accessibilità trasparente), il cui gradimento da parte del mercato fu rilevante e immediato sia per l'estetica che per l’accessibilità degli ambienti (soprattutto dalle famiglie con bambini piccoli). Questi riscontri hanno indotto Franco Vitali, anche in veste di Presidente FAITA - Federcamping Emilia Romagna, a far conoscere questa sua esperienza ad altri imprenditori turistici, che hanno poi evidenziato l'esigenza di potersi distinguere sul mercato turistico con la promozione di un marchio di qualità che li rendesse riconoscibili. Si è rilevata la necessità infatti, di distinguere un processo di autocertificazione (spesso contrassegnato dal simbolo dell’omino in carrozzina) con un marchio che potesse corrispondere a degli effettivi criteri di qualità accessibile, in modo valorizzare gli investimenti fatti dalle aziende e soddisfare le necessità anche comunicativamente, in modo completo e approfondito. Da queste considerazioni ha preso avvio il marchio V4A®, la cui mission è “a ciascuno la sua vacanza”.

Quali sono le carenze maggiormente presenti nel territorio veneto, i margini di miglioramento?

La parte più difficile è far comprendere agli imprenditori turistici che “rispettare le leggi sulle barriere architettoniche” non può essere considerato Ospitalità da offrire. Bisogna migliorare la qualità della propria offerta pensando al benessere e alle esigenze di questi clienti che rappresentano oggi un mercato in pieno sviluppo, e quindi una grande opportunità economica. Obiettivo del nostro lavoro è quello di offrire competenze e consulenza per la formazione del personale, e le informazioni da offrire ai clienti. Offrire Ospitalità Accessibile significa saper fornire risposte, attenzioni e competenze adeguate e non solo il mero “rispetto delle norme”, quali esse siano. Vorrei ricordare che il 16,4% delle famiglie italiane ha oggi esigenze di accessibilità nello svolgimento delle proprie vacanze (indagine Doxa-Europcar 2015).

Come avete preso parte al progetto Gondolas4all?

Abbiamo conosciuto Alessandro Dalla Pietà e Enrico Greifenberg - ideatori del progetto e della Onlus Gondolas4All – sviluppando con la Regione del Veneto il Progetto di Eccellenza Turistica. Abbiamo da subito creduto nella qualità e nella necessità di questo progetto leggendovi  una interessante proposta e rappresentazione del Turismo Accessibile italiano.

Come si sta sviluppando questo progetto, quali sono i traguardi per ora raggiunti?

 Il progetto ha raggiunto obiettivi importanti: non hanno ancora raccolto tutti i soldi necessari alla realizzazione del progetto, ma è stato fatto un importante tratto di percorso grazie al quale  è  garantita la partenza del progetto nella prima fase esecutiva. Gondolas4All è stato presentato alla Camera dei Deputati, al Sottosegretario di Stato Alla Difesa, On. Domenico Rossi, e ha ottenuto l’appoggio del Comitato per la Promozione e lo Sviluppo del Turismo Accessibile (CPSTA)6 presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) e ha ricevuto il sostegno di SKÅL International 7.

Stiamo continuando a raccogliere fondi perché l’obiettivo finale non è ancora stato raggiunto8. Spinti dalla curiosità per questo progetto di alto profilo sociale, abbiamo posto qualche domanda sullo sviluppo pratico del progetto Alessandro Dalla Pietà e Enrico Greifenberg - ideatori del progetto e della Onlus Gondolas4All, di cui V4A è sostenitore.

Che cos’è Gondolas4all e come è nato il vostro progetto?

Gondolas4all è un’idea innovativa di turismo per rendere accessibile a tutti il viaggio in gondola a Venezia. Il progetto è nato dall’idea di poter interessare tutti i campi dell’accoglienza a 360 gradi, con la consapevolezza di dare un’immagine internazionale e quindi una spinta positiva per far si che altre strutture ricettive ci seguano nell’intenzione. Anche un servizio come un’esperienza dovrebbe essere accessibile da tutti.

Chi sono i partner del progetto, e come è sviluppata la tecnologia di cui si compone?

Il progetto per rendere accessibile un accesso alla gondola si compone di diversi elementi. Primo fra tutti una pedana speciale. Questa pedana è realizzata da un’azienda leader nel settore della tecnologia per le persone con disabilità, Fadiel italiana. Dovrà poi essere ancorata ad un pontile galleggiante, la cui realizzazione è affidata all’azienda Rein di Venezia. Si tratta di una pedana con due motori dedicati, progettata ex novo, che permetterà in due movimenti (il primo laterale e il secondo verticale di discesa) di far salire in completa sicurezza e autonomia chiunque. Il passetto, il pontile galleggiante, interamente costruito in plastica riciclata, ospiterà la pedana, estraibile in caso di necessità. Il progetto è seguito dall’Arch. Silvia Dabrilli e dall’ Ing. Pierluigi Moro dello studio Moro di Venezia. Siamo molto soddisfatti dell’iniziativa e della visibilità che sta avendo il progetto che è patrocinato dalla Regione Veneto (Assessorato al turismo) e dall’Ermitage medicalcare Hotel Terme di Abano.

Quali sono state, o sono le fasi più difficili per la messa appunto del progetto?

Non le chiamerei fasi difficili, nel senso che, l’intenzione di realizzare un opera “innovativa” così come è stata più volte definita alla fiera del turismo accessibile di Vicenza, e “valore aggiunto per Venezia e per il rilancio del turismo in Italia, ci ha confermato che stavamo percorrendo la strada giusta e aggiunto entusiasmo al lavoro svolto.

 

 

Note:

1 MiBACT, Ministero per i beni e le attività culturali e il Turismo, Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale, Gangemi editore, Roma,2009. La pubblicazione ha lo scopo di agevolare la comprensione delle Linee Guida, adottate con il D.M. 28 marzo 2008.

2 La Convention on the Rights of Persons with Disabilities and its Optional Protocol (A/RES/61/106) è stata adottata il 13 dicembre 2006, nel quartiere generale delle Nazioni Unite a New York e aperta alla firma il 30 marzo 2007, ci sono stati 82 paesi firmatari, il più alto numero nella storia in una convention delle Nazioni Unite (fonte, www.un.org/disabilities/) art.2 - definizioni

3 op.cit. art. 4 – obblighi generali

4  Presidenza del consiglio dei ministri, struttura di missione per il rilancio dell’immadine dell’Italia, Accessibile è meglio, primo libro bianco sul Turismo per tutti in Italia, 2013, riferimento allo studio ENEA-ITER “Progetto STARe – Studio sulla domanda di turismo accessibile. Report conclusivo”, 1999, (p.18)

5  indagine “Osservatorio Vacanze italiani” di Doxa con Osservatorio Europcar. (www.doxa.it)

6  Il Comitato si occupa di delineare e promuovere politiche, strategie e progetti in materia di turismo accessibile, anche in attuazione e sulla base dei principi enunciati dell'art. 30 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dal nostro paese con la legge n. 18 del 24/02/2009., Da Il Corriere della Sera, 28 giugno 2012)

7 SKAL international italia,internazionale professionisti del Turismo.

8 cerchiamo ancora finanziatori e supporter che ci possano aiutare a raggiungere il goal finale della copertura complessiva del progetto. Per informazioni, www.gondolas4all.com).

 

La rivista OFFICINA*

L’articolo presentato fa parte del n.08 della rivista OFFICINA*, bimestrale on-line di architettura e tecnologia, scaricabile dal sito www.officina-artec.com.

La rivista è la concretizzazione di un progetto più ampio che nasce a Venezia nel 2014.L’intento del progetto è quello di sviluppare una rete di relazioni tra mondo della ricerca, degli enti pubblici, delle aziende del settore e professionisti che permetta una divulgazione maggiore dei temi dell’architettura.Attorno a questi temi si è infatti creata una rete di contatti a scala nazionale che permettono una maggiore diffusione e sensibilizzazione.

Ecco dove è possibile leggere e scaricare gratuitamente OFFICINA* n.08 e a tutte le pubblicazioni della rivista.

Ecco il link al progetto OFFICINA*

 

 

Francesca Guidolin

Architetto, laureata in architettura presso l'Università Iuav di Venezia è attualmente dottoranda di ricerca in Tecnologia dell'Architettura nella Scuola di Dottorato Iuav, approfondendo i temi della riqualificazione del costruito, dell'inclusività e della partecipazione.

Dal 2014 è membro del comitato editoriale della rivista OFFICINA* (www.officina-artec.com), bimestrale on-line di Architettura e Tecnologia, scaricabile gratuitamente, il cui intento è quello di creare una rete di relazioni e un ponte tra mondo della ricerca, enti, professionisti del settore e aziende.

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