Pillole di accessibilità: il turismo secondo Bed&Care

22 Feb
2016

La segnaletica e gli opuscoli informativi presenti negli alberghi e nei villaggi turistici sono davvero fruibili e accessibili per tutti? Ne parliamo insieme all’Associazione Italiana Persone Down 

Accade spesso che la segnaletica e gli opuscoli informativi disponibili negli alberghi e nei villaggi turistici siano elaborati in modo da risultare poco comprensibili alle persone con disabilità cognitiva. Ci siamo rivolti ad Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down, per avere dei suggerimenti su come agenzie di viaggi e albergatori possano migliorare la fruibilità delle informazioni che desiderano comunicare ai propri clienti.

Come mai avete scelto di trattare con noi il tema dell’accessibilità delle informazioni?       

Oggi è uno dei temi più importanti poiché consente alle persone con sindrome di Down di accedere in modo sempre più autonomo non solo al tempo libero e al turismo, ma anche ai diritti e, in generale, a tutte quelle attività che sono proprie di una persona adulta.

Perché per le persone con la sindrome di Down può essere difficile comprendere il contenuto di alcuni cartelli o opuscoli informativi?

La sindrome di Down è una condizione genetica alla base della forma più comune di disabilità cognitiva. Quindi la possibilità di comprensione è collegata alla necessità di utilizzare messaggi molto semplici e chiari con termini semplici e di uso comune.

Cosa si può fare per migliorare la fruibilità delle informazioni?

Migliorare l’accessibilità delle informazioni significa prima di tutto mettersi dalla parte dell’altro. Se nella relazione con le persone con disabilità riuscissimo a capire e a vedere che abbiamo davanti delle persone che ci possono capire e che, spesso, quando questo non accade, dipende dal nostro modo di comunicare più che dalla difficoltà della persona che abbiamo di fronte, certamente questo aiuterebbe a strutturare la comunicazione, sia essa scritta o orale, in modo più fruibile.

Può farci degli esempi pratici?

Esistono delle linee guida condivise a livello internazionale che orientano il modo di scrivere e parlare, si tratta degli accorgimenti della cosiddetta “scrittura facile” o ad “alta comprensibilità. Queste norme riguardano la scelta dei termini, la costruzione delle frasi, la struttura del testo e l’organizzazione grafica dei contenuti.

Ad esempio:

  • Usare parole di uso comune e limitare l’uso dei sinonimi, è meglio usare lo stesso termine per indicare lo stesso concetto all’interno di un testo, non usare parole straniere
  • evitare di usare il testo“giustificato” può accadere, infatti, che il computer, per mantenere costante la lunghezza della riga, cambi l’aspetto delle parole, rendendole più lunghe, più corte o spezzandole. Se si usa l’allineamento a sinistra si evita questo problema e il testo risulta più leggibile e riconoscibile perché non cambia l’aspetto delle parole;
  • evitare l’uso di  caratteri troppo piccoli o poco distanziati tra loro, spesso le persone con sindrome di Down associano alla disabilità intellettiva un difetto visivo e ciò rischia di creare ulteriore difficoltà nella lettura.
  • organizzare i contenuti in maniera sequenziale o temporale limitando l'utilizzo di frasi subordinate. E' preferibile utilizzare frasi semplici ed esporre un concetto alla volta evidenziando, con un punto e a capo, il passaggio da un argomento ad un altro;
  • utilizzare immagini e disegni semplici per accompagnare i contenuti in modo da accompagnare la comprensione.
  •  evitare di sovrapporre i testi alle immagini perché nel momento in cui si sovrappone un testo ad una foto o a un disegno si rende il testo meno percettibile.

Un approccio di questo tipo può essere d’aiuto anche per persone che abbiano altre disabilità?

Io direi che questi accorgimenti possono migliorare la qualità della vita di tutti.Spesso accade che l’attenzione ad una diversità apra spazio alle piccole diversità di ognuno di noi rendendo la vita più facile. Sicuramente per una persona con sindrome di Down o per una persona con disabilità intellettiva questi accorgimenti sono indispensabili, ma possono contribuire anche a migliorare la fruibilità delle informazioni per le persone straniere o per coloro che hanno un basso livello culturale. Più in generale, una comunicazione improntata a questi principi risulta più fruibile per tutti.

 

La sindrome di Down è una “condizione genetica” data dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule, una caratteristica  che accompagna la persona per tutta la vita. In Italia ci sono circa 38.000 persone con sindrome di Down e la maggior parte di esse ha più di 18 anni. Il cromosoma in più rallenta la crescita della persona rendendo tutto un po’ più difficile, anche se non impossibile. Le persone con sindrome di Down possono fare molte delle cose che fanno gli altri, ma con più fatica e più tempo. La maggior parte di esse raggiunge un buonlivello di autonomia personale e molte da adulti imparano un mestiere e trovano un lavoro, svolgendolo bene, poiché sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre (http://aipd.it/).

Le persone con sindrome di Down possono essere dei buoni lavoratori, in una struttura alberghiera o in un ristorante. Se volete avviare un tirocinio o inserire una persona al lavoro nella vostra azienda prendete contatti con l'Associazione Italiana Persone Down (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel: 063723909). Possiamo aiutarvi ad individuare il lavoratore idoneo e accompagnarvi nell'inserimento.

CHIEDILO A BED&CARE ...e adesso la domanda falla tu!

Se possiedi una struttura ricettiva o sei proprietario di un bar o di un ristorante e hai incontrato delle difficoltà nell’accogliere clienti con bisogni particolari, scrivici e raccontaci la tua esperienza. In collaborazione con il nostro network di associazioni, cercheremo di aiutarti a rendere più fruibili i tuoi servizi per tutte le tipologie di viaggiatori.

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Serena Stefanoni

Bed&Care è una startup innovativa a vocazione sociale che ha come obiettivo quello di dare vita ad un modello di turismo solidale, assistito e accessibile ottimizzando l'offerta turistica esistente, facendola conoscere e rendendola fruibile. Il team di Bed&Care lavora per migliorare l'offerta di servizi turistici dedicati alle persone con bisogni speciali, mettendo in contatto il turista con le associazioni e le aziende che lavorano sul territorio con anziani e disabili. Lo scopo di Bed&Care è quello di creare un portale che favorisca l'incontro tra questa offerta e la domanda di coloro che in vacanza necessitano assistenza.

Dal mese di febbraio 2016 è stata avviata "Pillole di Accessibilità" la campagna per il turismo accessibile firmata Bed&Care! Ogni mese, grazie alla collaborazione delle maggiori associazioni che lavorano con le persone con disabilità, verranno forniti dei consigli e suggerite delle buone prassi per rendere l'offerta turistica più accessibile, fruibile e inclusiva. Questo che pubblichiamo è il primo dei 20 video che abbiamo in programma nella nostra campagna di sensibilizzazione. La rubrica è stata realizzata in collaborazione con la rivista Turismo e Attualità che pubblicherà tutti gli articoli. Inoltre, grazie al contributo dell'Irifor i video della campagna saranno fruibili anche alle persone non vedenti e ipovedenti.

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