SPORT, TURISMO E DISABILITA': IL TRIO VINCENTE

L’irrinunciabilità dello sport e la disabilità. E’ questa la delicata tematica affrontata qualche anno fa a Jesi, in provincia di Ancona, presso la sala della II Circoscrizione di via San Francesco, dal primo forum distrettuale del Rotaract, organizzato dal Club di Jesi. Due ore interamente dedicate ai valori della disciplina sportiva: lo sport come come benessere fisico, lo sport come opportunità di socializzazione, come integrazione, divertimento e realizzazione di un sogno. Oggi tutti possono e devono cimentarsi in varie discipline, magari le più congeniali alle patologie di cui sono affetti determinati individui. Non bastano solo buoni propositi campati in aria. Risulta fondamentale creare le condizioni ottimali per rendere accessibile a qualsiasi soggetto umano, anche il più sfortunato, l’opportunità di svago motorio. Ad introdurre i lavori ci aveva pensato l’attuale Assessore allo sport della Città di Jesi Ugo Coltorti: "La disabilità sta a cuore all’amministrazione comunale. Jesi è vicina all’associazionismo e soprattutto allo sport. Insomma, non posso negare che Jesi sia una città veramente straordinaria. Noi dell’amministrazione stiamo cercando di valorizzare nella maniera migliore il concetto di turismo legato allo sport. Sport che deve essere il vero punto di forza di un progetto cittadino finalizzato al rilancio economico e commerciale… La città di Federico II deve tornare presto ad essere il punto di riferimento non solo per l’area della Vallesina. I sogni? Qualsiasi persona deve avere dei sogni nel cassetto - aveva riportato in quella circostanza - Io ad esempio sogno che Jesi possa ospitare presto il Giro d’Italia e le finali del campionato Primavera". E’ bene affermare che lo sport non produce solamente benessere fisico. Infatti, in individui con disabilità di natura mentale, è possibile favorire tramite le attività motorie lo sviluppo delle capacità intellettive e relazionali. A proposito del capitolo “Sport per i disabili” era intervenuto Massimo Vallasciani, direttore medico scientifico dell’Istituto di riabilitazione Santo Stefano di Potenza Picena dal 1999. "Lo sport contribuisce senz’altro a ridurre il grado di disabilità – affermò l'esperto Vallasciani davanti alla folta platea - e consente di prevenire danni secondari e terziari e di minimizzare il grado di svantaggio sociale, con particolare riferimento all’handicap".  Tutti possono sognare, tutti possono incrementare le proprie performance e diventare un giorno campioni. "Uno dei più grandi miti del calcio è Manè Garrincha, ala destra della corazzata calcistica del Brasile pluricampione del mondo. Aveva delle malformazioni a una gamba, nonostante ciò è riuscito a tramutarsi in un grande dello sport internazionale. Questo per dire che si può essere perfetti anche avendo difetti". Prima del “gran-galà” con le campionesse Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali, presso il ristorante Calice di Stelle, erano intervenuti Mario Neri - amministratore del Centro Ortopedico Marchigiano s.r.l. al Pinocchio di Ancona - che si è relazionato su “Lo sviluppo della tecnologia a favore del disabile” e Alberto Proietti Mosca - Presidente del Club Scherma Jesi– che aveva evidenziato la vicinanza del Club al mondo dei disabili. articolo da me redatto - incontri sportivi/cronaca Marche 2010-2013 a cui ho preso parte

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